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Gli Iliri


(Dal mensile di attualità e cultura italo-albanese “Le Radici”
Direttore editoriale Hasan Aliaj
Sede operativa presso via di Villa Grazioli, n.19. 00046, Grottaferrata (Roma).

Traduzione di Besiana Polovina

Gli illiri, per quel che riguarda la loro espansione, ebbero un’importanza rilevante tra gli antichi popoli d’Europa.
Essi stanziavano lungo la riva destra del Danubio in
Baviera, nell’Austria Superiore e Inferiore così come nell’Ungheria occidentale, soprattutto nelle Alpi orientali, includendo la pianura occidentale dell’Ungheria fino all’Adriatico, dove ottennero anche Venezia e Istria. Oltre queste aree, coprivano dal sud la totalità del versante occidentale della penisola balcanica, comprendendo le isole della Dalmazia fino ad arrivare in Tessaglia, in Epiro e nella Grecia nord-occidentale. Gli Illiri abitavano in piccoli o grandi gruppi anche lungo la riva sinistra del Danubio, nel versante occidentale dell’Adriatico nell’Italia centrale e in Apulia, a Corfù, nell’Asia Minore nord-occidentale e forse anche in Sicilia.
Nella penisola balcanica così come nelle distinte regioni dell’Italia e dell’Asia Minore, gli illiri non furono i primi abitanti, giunsero più tardi. Prima che gli Illiri conquistassero la parte occidentale della penisola balcanica, si trovavano lì i Traci, un popolo di gran lunga superiore per numero esteso in tutte le regioni dal mare Adriatico al mar Nero. Gli Illiri, giungendo dal Nord e spingendo i Traci, invasero la Croazia, la Serbia occidentale, la Bosnia, la Dalmazia Erzegovina, il Montenegro e l’Albania. Chi si oppose fu eliminato o costretto ad andare via, chi non si dimostrò contrario poté convivere tranquillamente con gli Illiri nella propria terra e paese natale. Una testimonianza di questi eventi viene costituita dai molteplici nomi di origini trace dei luoghi, conservate nell’epoca illirica e in quella romana, fino ai giorni nostri. Simili nomi traci si trovano tutt’ora in Albania. Per citarne alcuni, deriva dal trace l’antico nome Bertiscus da cui prendevano il nome le Alpi dell’Albania del nord; Hebrus indicava un fiume al nord della città di Apollonia, l’odierno Pojan, così come il primo fiume nelle regioni del sud della Tracia, l’attuale Marica. Un nome trace è quello di Scodra, una città di grande valenza per i storici fin dai tempi antichi.
Solo alcune tribù trace vissute assieme agli Illiri conservarono la libertà, la maggior parte si rese dipendente, provvedendo al mantenimento in vita dei propri signori. I Traci divennero affini agli Illiri, furono un popolo calmo, ubbidiente, dall’animo non così combattivo, in nulla assomiglianti ai loro connazionali della penisola balcanica orientale. Essi possedevano virtù migliori degli illiri, vivevano in tranquillità con il bestiame e l’agricoltura. Quante tribù trace furono sotto il dominio degli illiri ce lo indica la notizia dalle sembianze esagerate, secondo cui solo la tribù illirica degli Ardian, estesa dall’odierna Dalmazia centrale fino alla riva destra di Narenta, aveva sotto di sé più di 300000 traci. Una popolazione non meno numerosa veniva gestita dalla tribù illirica dei Dardani intorno a Nis e Scopje nell’attuale Serbia. Gli Illiri avevano bisogno dei Traci poiché per lungo tempo, come vedremo dettagliatamente in seguito, fecero una vita di piaceri, guerra e divertimenti. Lentamente si mischiarono agli Illiri diventando un solo popolo; eppure le impronte trace furono visibili anche nei tempi post-cristiani. Gli Illiri non formarono un’unica nazione, come gli altri indogermani. Nemmeno quella parte installata nella penisola balcanica non si trovò sotto una sola guida ma si frazionò in tribù, grandi e piccole, vissute in una lite mai risolta all’interno del paese. Solo una volta, invasi dai Romani, gli Illiri si riunirono per poter riconquistare la perduta libertà. Vedremo in seguito il termine di questa unione.

Le tribù degli Ardiaei e degli Autariatae

Nei tempi antichi si affacciarono a est dell’Adriatico due tribù illiriche: gli Ardiaeit o Ardiani, citati in precedenza, e gli Autariati, originari dell’Herzegovina e tra le sue tribù di confine; i primi sulla costa destra e i secondi sulla costa sinistra di Narenta. Furono entrambe tribù di combattenti. Vediamo gli Ardiani nel 400 a.C. diventare i maggiori oppositori ai colonizzatori Greci nelle isole della Dalmazia, e vivere dall’altro lato una terribile inimicizia con gli Autariati. Contribuivano a questo le fonti del sale collocate tra i confini delle due tribù, di grande importanza per il gregge, per cui contese. Gli Autariati furono cacciati dai loro territori dai Celti, un nuovo popolo proveniente dal nord e giunto nella penisola balcanica, collocandosi parzialmente tra gli Illiri. Gli Autariati si ritirarono nell’entroterra della penisola, comparendo nel 335 a.C. nel territorio di Alessandro il Grande; per esempio, l’ insediamento degli Autariati da tutt’oggi il nome al fiume Tara nel nord-est del Montenegro.
Anche gli Ardiani subirono l’invasione dei Celti, un processo dagli esiti non del tutto negativi. Nel 300 d.C., a partire dai confini della Narenta inferiore venne formato uno stato di
grande rilievo che nei tempi della sua maggiore espansione, comprendeva l’Herzegovina del sud, la Dalmazia e le sue isole (ad eccezione dell’isola di Lissa), il Montenegro e gran parte
dell’Albania; colui che li dominava venne chiamato il Re d’Illiria, era quindi il rappresentante degli Illiri, seppur solo una parte di quel grande popolo si trovava sotto il suo dominio. Gli
Ardiani ritenevano il mare la questione più importante, quale loro campo d’azione. Possedevano un gran numero di navi a remi, piccole, leggere e veloci, con cui intraprendevano lunghi
viaggi e assalivano coraggiosamente e con guadagno le grandi navi da guerra greche. Le navi degli Ardiani si distinguevano talmente tanto per la loro capacità in mare da essere prese come
esempio dagli altri stati. Aspetti di queste navi vengono rappresentati sui coni del turbolento re ardiano Genthius (parleremo di questo re in seguito). Anche gli strumenti di voga utilizzati
dalla tribù dei Daorsi , installata lungo la riva della Narenta inferiore, poterono servire all’illustrazione delle navi ardiane.



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